Riforma tributi locali, nuove risorse per il bilancio comunale
La partecipazione dei Comuni al recupero dell'evasione fiscale statale costituisce uno strumento di collaborazione tra amministrazione finanziaria ed enti locali finalizzato all'individuazione di basi imponibili sottratte alla tassazione erariale. In cambio dell'attività svolta, al Comune viene riconosciuta una quota delle somme effettivamente recuperate dall'Erario.
L’art. 11 Dlgs 147/2026 rafforza l’incentivo per i Comuni che collaborano al recupero dell’evasione dei tributi erariali, elevando al 100% per gli anni 2026, 2027 e 2028 la quota del maggior gettito dei tributi erariali riconosciuta ai Comuni nell’ambito dell’attività di partecipazione al recupero dell’evasione. La norma, pertanto, rende particolarmente conveniente per il Comune attivare e potenziare le attività di segnalazione qualificata all’Agenzia delle Entrate e agli altri soggetti competenti, finalizzate all’accertamento di situazioni di evasione o irregolarità fiscali.
La nuova disposizione non inserisce un nuovo adempimento obbligatorio. E’ comunque necessario che il Comune attui o potenzi la collaborazione con l’Amministrazione finanziaria, attraverso l’individuazione e la trasmissione di segnalazioni qualificate relative a possibili fenomeni di evasione.
Il Comune deve organizzare e monitorare l’attività di partecipazione al recupero del gettito, coinvolgendo gli uffici comunali interessati, ovvero tributi, edilizia, commercio, anagrafe, urbanistica, polizia municipale, SUAP, altri).
NOVELLA NORMATIVA
Art. 11. Incentivazione della partecipazione comunale al recupero di gettito dei tributi erariali
1.La quota di cui all'articolo 2, comma 10, lettera b), del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, è elevata al 100 per cento per gli anni dal 2026 al 2028.
2.Agli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 3,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029 si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 62, comma 1, del decreto legislativo 27 dicembre 2023, n. 209.
DELFINO & PARTNERS AFFIANCA I COMUNI IN TALE AZIONE DI RECUPERO, CHE PORTA MAGGIORI ISORSE PER IL BILANCIO DELL’ENTE
Quadro normativo principale
A) DPR n. 600/1973
Gli articoli 44 e 45 del DPR 600/1973 prevedono storicamente la collaborazione dei Comuni all'accertamento delle imposte sui redditi.
B) D.L. 203/2005, art. 1
La disciplina moderna nasce con l'art. 1 del D.L. 30 settembre 2005 n. 203, convertito dalla Legge n. 248/2005, che incentiva la partecipazione comunale all'accertamento fiscale mediante il riconoscimento di una quota delle maggiori somme riscosse grazie alle segnalazioni del Comune.
C) Art. 18, comma 5, D.L. 78/2010. L'art. 1 del D.L. 203/2005 prevedeva inizialmente una compartecipazione del 30% delle maggiori somme riscosse a titolo definitivo grazie all'intervento del Comune. Successivamente, l'art. 18, comma 5, del D.L. 78/2010 ha elevato tale quota al 33%.
D) Art. 2, comma 10, lett. b), D.Lgs. 23/2011. Questa disposizione, emanata nell'ambito del federalismo fiscale municipale, ha rappresentato un ulteriore salto di qualità perché ha previsto il riconoscimento ai Comuni del 50% delle maggiori somme riscosse anche a titolo non definitivo derivanti dall'accertamento dei tributi statali. La novità non riguarda soltanto la percentuale, ma soprattutto il fatto che il beneficio viene collegato anche a somme non ancora definitivamente consolidate.
E) Art. 1, comma 12-bis, D.L. 138/2011. Temporanea attribuzione del 100% della quota incentivante ai Comuni.
La norma prevede anche:
-accesso dei Comuni alle banche dati dell'Amministrazione finanziaria;
-trasmissione telematica delle informazioni;
-utilizzo di società partecipate o affidatari delle entrate comunali per attività di supporto.
Il Provvedimento Agenzia Entrate 3 dicembre 2007 ha disciplinato concretamente le modalità operative di partecipazione dei Comuni all'accertamento fiscale mediante il sistema delle segnalazioni qualificate, ovvero segnalazioni contenenti informazioni precise e direttamente utilizzabili dall'Agenzia delle Entrate o dalla Guardia di Finanza per l'accertamento tributario. Il Provvedimento Agenzia Entrate 29 maggio 2012 ha ampliato e dettagliato gli ambiti di intervento e le modalità di trasmissione delle segnalazioni telematiche.
Per attuare il procedimento, occorre evidenziare da parte del Comune comportamenti evasivi o elusivi del contribuente senza ulteriori elaborazioni logiche da parte dell'Amministrazione finanziaria. Non è quindi un sospetto generico, bensì occorrono dati identificativi del contribuente; elementi oggettivi; documentazione o riscontri amministrativi; indicazione del fatto potenzialmente evasivo.
Le segnalazioni possono riguardare:
Commercio e professioni
Urbanistica e territorio
Proprietà edilizie e patrimonio immobiliare
Residenze fiscali fittizie all'estero
Beni e indici di capacità contributiva
Fabbricati non dichiarati al Catasto
Per analisi fattibilità scrivere a: info@gruppodelfino.it