Province e Città metropolitane, arriva la compartecipazione IRPEF

L’art. 36 del D.Lgs. 147/2026 ridisegna il finanziamento degli enti di area vasta. Dal 2027 Province e Città metropolitane partecipano al gettito IRPEF attraverso un fondo nazionale, mentre una quota del gettito dell’imposta sulle assicurazioni RC auto viene acquisita dallo Stato. Confermate alcune possibilità di intervento sull’aliquota RCA, mentre criteri di riparto e perequazione saranno definiti con successivi decreti ministeriali.

In concreto, Province e Città metropolitane rinunciano a una parte del gettito dell'imposta sulle assicurazioni RC auto che oggi affluisce direttamente ai loro bilanci e ricevono, in sostituzione, una quota del gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. È un passaggio che modifica quindi non soltanto la provenienza delle risorse, ma anche il rapporto finanziario tra enti territoriali e Stato.

A decorrere dall'applicazione della riforma, una quota pari al 12,5 per cento del gettito RCA, al netto del contributo previsto dall'articolo 18 della legge n. 44/1999, viene acquisita dallo Stato. Il contributo previsto dall’art. 18, comma 1, lettera a), della legge 23 febbraio 1999, n. 44 è un prelievo sui premi assicurativi destinato ad alimentare il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura. La norma prevede infatti un contributo sui premi raccolti in Italia per alcune categorie di assicurazioni, tra cui incendio, responsabilità civile diverse dalla RCA, auto rischi diversi e furto.

Per gli enti non viene però eliminata ogni possibilità di intervento sull'imposta. Province e Città metropolitane potranno aumentare l’aliquota RCA fino a 3,5 punti percentuali, trattenendo il relativo maggior gettito. Questo elemento mantiene quindi uno spazio di manovra per gli enti territoriali, anche se all'interno di un sistema nel quale la componente principale del finanziamento viene progressivamente ricondotta alla compartecipazione IRPEF.

La nuova compartecipazione al gettito IRPEF destinata a Province e Città metropolitane prevede aliquote sono fissate in 0,92 per cento per il 2027; 0,97 per cento dal 2028. Le risorse vengono gestite attraverso un apposito fondo, che rappresenta il principale strumento finanziario attraverso cui viene attuata la nuova compartecipazione.

Le risorse previste sono 1.802,1 milioni di euro anno 2027; 1.973,4 milioni di euro anno 2028; 2.040,5 milioni di euro anno 2029; 2.110,6 milioni di euro dal 2030. Dal 2030 è inoltre previsto un incremento di ulteriori 15 milioni di euro annui.

Entro il 31 dicembre 2026 dovrà essere adottato un decreto ministeriale, d'intesa con la Conferenza Stato-città e autonomie locali, per definire i criteri di attribuzione delle risorse. Lo stesso provvedimento dovrà occuparsi anche dei meccanismi perequativi, del recupero delle somme relative agli eventuali mancati concorsi alla finanza pubblica e delle regolazioni finanziarie annuali con lo Stato.