DL PA 2026: affidamento ad AMCO obbligatorio anche dopo l’esame della Camera

È alle battute finali la definitiva conversione in legge del decreto-legge n. 144/2026. Il decreto, tra le altre novità, ha riformato con l’art. 25 le disposizioni contenute nella legge di bilancio 2025 circa la possibilità, che diviene ora obbligo a determinate condizioni, per gli enti locali di affidare la riscossione coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali proprie alla Asset management company S.p.A. (AMCO). Il testo è stato approvato lunedì 28 settembre dalla Camera dei deputati e passerà ora all’esame del Senato.

Durante l’esame in Commissioni riunite V (Bilancio, tesoro e programmazione) e VIII (Ambiente, territorio e lavori pubblici), sono stati proposti diversi emendamenti al testo. Tra questi, si segnala l’iniziativa dei deputati Merola, Alifano e altri che hanno proposto la soppressione dell’intero articolo 25, adottato in assenza di un preventivo confronto con gli enti locali e, successivamente, depositato emendamenti finalizzati ad eliminare almeno l’obbligatorietà dell’affidamento ad AMCO S.p.A. per tutelare l’autonomia organizzativa degli enti locali.

La maggioranza ha respinto tali proposte emendative, apportando solo modifiche formali e stilistiche al lungo articolo 25.

L’affidamento obbligatorio ad AMCO S.p.A. esce dunque confermato dall’esame del primo ramo del Parlamento e i Comuni con maggiori difficoltà di smaltimento dei residui attivi indicati dalla norma dovranno prepararsi a riorganizzare profondamente il proprio servizio tributi. Non appena il decreto sarà convertito definitivamente, Delfino&Partners pubblicherà una circolare aggiornata sulla riscossione e il ruolo di AMCO, contenente le novità più rilevanti per gli enti.