Whistleblowing: sanzionato il rischio di identificazione del segnalante
Con la delibera n. 344/2026, l’ANAC ha sanzionato i componenti dell’organo incaricato della gestione delle segnalazioni whistleblowing di una società privata per violazione dell’obbligo di riservatezza del segnalante.
Nel farlo, l'Autorità ha ribadito un principio di particolare interesse anche per gli enti locali: "la violazione dell’obbligo di riservatezza non viene integrata solamente con una condotta attiva volta a fornire, a terzi non autorizzati, l’identità del segnalante, essendo sufficiente che i gestori forniscano le informazioni da cui possa evincersi, direttamente o indirettamente, tale identità".
Secondo ANAC, "la gestione di una segnalazione whistleblowing è ontologicamente differente rispetto alla gestione di segnalazioni "ordinarie"" e richiede "un costante bilanciamento tra l'esigenza di accertare la fondatezza dei fatti illeciti denunciati e la necessità di garantire la riservatezza dell'identità del whistleblower, ma anche del segnalato, del contenuto della segnalazione e delle persone menzionate", adottando adeguate misure e strategie di de-identificazione che evitino di esporre i soggetti a possibili individuazioni o ritorsioni.