Contributo per indennità amministratori, Anci propone il ripristino della deroga
In merito al noto problema della quantificazione del contributo statale su indennità di funzioni amministratori locali, Anci propone, in audizione in sede di conversione in legge del DL 144/2026, la soppressione termine previsto dall’articolo 1, comma 20 ter del dl n. 198/2022, aggiungendo il seguente articolo:
Al decreto-legge 29 dicembre 2022, n.198 convertito in legge 24 febbraio 2023, n. 14, all’articolo 1, comma 20-ter sopprimere le parole “Fino al 31 dicembre 2025,”.
Motivazione
L’emendamento si rende necessario e urgente in quanto, l’apposizione del termine del 31 dicembre 2025, previsto dall’art. 1, comma 20-ter, del d.l. 29 dicembre 2022, n.198, convertito in legge 24 febbraio 2023 n. 14, comporta l’esclusione dal 1° gennaio 2026 della possibilità che il contributo statale per l’indennità degli amministratori locali possa essere attribuito anche agli amministratori che abbiano deliberato una riduzione della stessa.
La modifica proposta risulta di massima urgenza in quanto, se non accolta, i Comuni dovranno riversare a breve al Ministero competente il contributo ricevuto per il corrente anno.
In sintesi, per non perdere il contributo statale dovrebbe essere portata al massimo la misura dell’indennità percepibile da parte di tutti gli amministratori locali. Evidente l’aggravio sui bilanci comunali sia nel caso di incremento al massimale percepibile per poter beneficiare del contributo statale sia nel caso di perdita dello stesso contributo.
Con la soppressione del termine del 31 dicembre 2025 resterebbe, invece, in vigore la normativa di carattere interpretativo che riconosce il contributo statale anche nel caso in cui gli amministratori beneficiari abbiano adottato specifiche deliberazioni di rinuncia, parziale o totale, alla misura massima dell'indennità di funzione prevista dalla normativa al tempo vigente.