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Vigilanza su procedure contabili e rendiconto, la Corte dei Conti invita i revisori ad essere più incisivi

Il questionario al rendiconto 2024 presenta elementi di grande utilità per l’ente, se adeguatamente compresi e valorizzati. I revisori dovranno uscire allo scoperto, assumendo un ruolo attivo soprattutto nella vigilanza.

La prima pagina del questionario chiede: Il revisore ha segnalato criticità/anomalie in relazione alle seguenti fattispecie?

Assenza di allegati obbligatori o incompletezza della documentazione

Mancato o non parificato conto giudiziale di agente contabile a danaro o a materia interno o esterno

Mancata o erronea contabilizzazione del fondo pluriennale vincolato (FPV) e cronoprogrammi di spesa

Non corretta contabilizzazione dei contributi a rendicontazione

Accertamenti di entrata riportati a residui non adeguatamente motivati quanto al titolo e alla scadenza

Residui attivi mantenuti e non adeguatamente motivati quanto al titolo e alla scadenza

Impegni di spesa riportati a residui non adeguatamente motivati quanto al titolo e alla scadenza

Residui passivi mantenuti e non adeguatamente motivati quanto al titolo e alla scadenza

Sottostima del fondo crediti dubbia esigibilità (FCDE)

Disallineamenti nei rapporti reciproci debiti/crediti con gli organismi partecipati o con unioni o comunità

Sottostima degli altri accantonamenti (FGDC, Fondo rischi e oneri, ecc.)

Eccessivo ritardo nei tempi di pagamento (> a 60 giorni)

Eccessivo ricorso ad anticipazione di tesoreria o a fondi a destinazione vincolata

Debiti fuori Bilancio non adeguatamente segnalati e privi di copertura

Superamento dei limiti assunzionali (cc. 557 o 562 e/o d.m. 17/03/2020 per i Comuni e del decreto 11/01/2022, per le Province)

Incarichi di collaborazione non previsti nel DUP e/o mancata trasmissione alla Corte dei conti per incarichi superiori a euro 5 mila

Superamento del limite legale di indebitamento dell’ente

Applicazione avanzo in misura superiore al limite concesso per gli enti in disavanzo (cc. 897 e 898, art. 1, legge n. 145/2018)

Non corretta applicazione dell'eventuale disavanzo

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