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Telecamere e privacy violata: multato dal Garante privacy un Comune

Un Ente è finito nel mirino del Garante Privacy per aver installato un sistema di videosorveglianza che andava ben oltre i limiti consentiti dalla legge. L'amministrazione comunale aveva infatti implementato un sofisticato sistema composto da 118 telecamere di contesto e 5 dispositivi dotati di funzionalità di lettura automatizzata delle targhe dei veicoli in transito, uno dei quali equipaggiato anche con funzionalità avanzate per il riconoscimento di marca, modello e colore dei mezzi.
Il sistema, come emerso dall'istruttoria condotta dall'Autorità, registrava e conservava per 180 giorni i dati relativi a tutte le targhe dei veicoli che transitavano sul territorio comunale, ben oltre il termine di 7 giorni previsto dalla normativa per i normali sistemi di videosorveglianza, come stabilito dall'art. 35 del Regolamento UE sulla protezione dei dati. Questo trattamento massivo di dati personali è stato effettuato in assenza di una valida base giuridica e senza aver preventivamente condotto una valutazione d'impatto sulla protezione dei dati, obbligatoria in questi casi secondo l'art. 2-ter del Codice Privacy.
Le violazioni riscontrate non si sono limitate alla raccolta e conservazione indebita dei dati: il Garante ha anche rilevato gravi carenze nell'informativa fornita ai cittadini. I cartelli che segnalavano la presenza delle telecamere erano infatti incompleti e non indicavano correttamente le finalità del trattamento né i tempi di conservazione dei dati delle targhe. Inoltre, l'informativa completa è stata resa disponibile sul sito web del Comune solo tardivamente e in modo inadeguato.
Il Garante ha quindi sanzionato l'amministrazione comunale con una multa di 4.000 euro, tenendo conto delle dimensioni dell'ente e del fatto che, una volta ricevuta la contestazione, il Comune ha spontaneamente disattivato l'intero sistema di videosorveglianza, dimostrando spirito collaborativo.

La vicenda evidenzia come l'utilizzo di tecnologie avanzate per il controllo del territorio debba sempre essere bilanciato con il diritto alla privacy dei cittadini, nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dal art. 154 del Codice Privacy che definisce i compiti di vigilanza dell'Autorità Garante.