Rilevamento infrazioni ai semafori: attenzione alla tutela della privacy
Il Garante per la protezione dei dati personali ha recentemente sanzionato un Comune per violazioni nella gestione di un sistema di videosorveglianza destinato al rilevamento delle infrazioni semaforiche. Il provvedimento ha evidenziato criticità significative nell'implementazione delle misure di tutela della privacy dei cittadini.
L'Autorità ha riscontrato che l'amministrazione comunale aveva installato e messo in funzione telecamere per il controllo del passaggio con il rosso senza fornire adeguata informativa agli interessati, come richiesto dal Regolamento Europeo sulla protezione dei dati (GDPR). In particolare, non erano stati apposti i necessari cartelli informativi nelle zone sottoposte a videosorveglianza, impedendo ai cittadini di essere consapevoli del trattamento dei loro dati personali.
Un ulteriore elemento di criticità è emerso dalla mancata predisposizione della valutazione d'impatto sulla protezione dei dati (DPIA), un documento obbligatorio quando si effettua una sorveglianza sistematica su larga scala di una zona accessibile al pubblico. L'ente locale aveva erroneamente ritenuto non necessario questo adempimento, nonostante il sistema registrasse quotidianamente centinaia di infrazioni.
A seguito dell'avvio del procedimento da parte del Garante, il Comune ha prontamente adottato misure correttive, installando la cartellonistica informativa presso tutti gli impianti semaforici interessati e predisponendo sia un'informativa estesa sul proprio sito web sia la necessaria valutazione d'impatto. La collaborazione dimostrata dall'ente e le azioni intraprese per rimediare alle violazioni sono state considerate come elementi attenuanti nella determinazione della sanzione.
Il Garante ha quindi comminato una sanzione amministrativa di 6.000 euro, ritenuta proporzionata alla gravità delle violazioni riscontrate e al comportamento collaborativo dell'amministrazione.
Il provvedimento sottolinea l'importanza del rispetto dei principi di trasparenza e correttezza nel trattamento dei dati personali, anche quando questo avviene nell'ambito di attività di controllo e sicurezza stradale.
La decisione rappresenta un importante precedente per tutte le amministrazioni locali che utilizzano sistemi di videosorveglianza, ribadendo la necessità di bilanciare le esigenze di sicurezza stradale con la tutela della privacy dei cittadini attraverso una corretta implementazione delle misure previste dalla normativa sulla protezione dei dati personali.