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Revisione prezzi negli appalti: le indicazioni di ANAC

Una importante novità in materia di revisione prezzi negli appalti pubblici emerge da un recente parere dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, che ha chiarito, in un recente parere del 12 febbraio 2025, un aspetto cruciale dell'applicazione dell'art. 26 del d.l. 50/2022.

Secondo l'ANAC, il meccanismo di adeguamento dei prezzi deve essere applicato obbligatoriamente sia in caso di aumenti che di diminuzioni, confermando così la natura bidirezionale del sistema revisionale.
La questione era stata sollevata da un'Amministrazione comunale che aveva chiesto chiarimenti sulla corretta applicazione del meccanismo di revisione prezzi, in particolare se fosse necessario registrare in contabilità prezzi inferiori a quelli contrattuali nel caso in cui i prezzari aggiornati evidenziassero delle riduzioni. Il dubbio riguardava specificamente la possibilità che l'applicazione del meccanismo di adeguamento potesse portare a un importo complessivo inferiore a quello originariamente pattuito.
L'ANAC ha fornito una risposta chiara e inequivocabile, sottolineando che l'adeguamento dei prezzi previsto dall'art. 120 del nuovo Codice Appalti deve essere applicato in modo automatico e obbligatorio, indipendentemente dalla direzione della variazione. Questo principio si applica sia quando i prezzi aumentano, sia quando diminuiscono, garantendo così un'equa distribuzione del rischio tra committente e appaltatore.
Un aspetto particolarmente interessante della pronuncia riguarda la gestione degli eventuali risparmi derivanti dall'applicazione dei prezzari aggiornati. Secondo l'ANAC, questi importi in diminuzione devono rimanere nella disponibilità della stazione appaltante fino all'esecuzione del collaudo o all'emissione del certificato di regolare esecuzione, per essere eventualmente utilizzati nell'ambito del medesimo intervento. Questa previsione garantisce una gestione oculata delle risorse pubbliche e permette di far fronte a eventuali necessità che dovessero emergere durante l'esecuzione dei lavori.
La decisione si inserisce nel più ampio contesto della normativa emergenziale introdotta per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione. L'art. 60 del nuovo Codice Appalti ha infatti reso obbligatorio l'inserimento delle clausole di revisione prezzi nei documenti di gara iniziali, segnando un importante cambio di paradigma nella gestione dei contratti pubblici.
Questa interpretazione dell'ANAC contribuisce a garantire maggiore certezza nell'applicazione delle norme sulla revisione prezzi, fornendo alle stazioni appaltanti uno strumento chiaro per la gestione delle variazioni di prezzo, sia in aumento che in diminuzione. La decisione rappresenta un importante punto di riferimento per tutti gli operatori del settore, che dovranno adeguare le proprie procedure alla luce di questi chiarimenti interpretativi.