Personale PNRR e Coesione nei Comuni: nessuna nuova scadenza per i contratti
ANCI interviene sulla ricognizione avviata dal Dipartimento per le Politiche di coesione e chiarisce che il termine del 31 dicembre 2026 riguarda l'ammissibilità delle spese, non introduce una nuova scadenza generalizzata dei rapporti di lavoro. Ancora senza soluzione le richieste di proroga e stabilizzazione del personale impiegato nei Comuni.
La ricognizione riguarda le figure professionali reclutate mediante risorse della programmazione 2014-2020 e non determina, di per sé, modifiche alla durata dei contratti individuali.
L'operazione è finalizzata alla verifica dell'ammissibilità delle spese sostenute nell'ambito delle misure interessate. Il termine del 31 dicembre 2026
ANCI precisa che, per le misure oggetto della ricognizione, le spese non possono essere effettuate oltre il 31 dicembre 2026. Si tratta, pertanto, di un limite riferito all'utilizzo delle risorse finanziarie e non di una nuova disposizione che stabilisce automaticamente la cessazione dei rapporti di lavoro.
Occorre distinguere tre elementi: la scadenza di ammissibilità delle spese finanziate; la durata dei contratti individuali, disciplinata dai rispettivi atti di conferimento e dalle norme applicabili; L'eventuale possibilità di proroga o stabilizzazione, subordinata alla sussistenza dei requisiti normativi e delle necessarie coperture finanziarie. Il chiarimento assume particolare rilevanza per i Comuni che hanno utilizzato professionalità specialistiche per la gestione, il monitoraggio e la rendicontazione dei progetti finanziati.
Per stabilizzazioni e proroghe, le richieste ancora aperte. La questione centrale riguarda il futuro delle figure professionali reclutate con contratti a tempo determinato e di lavoro autonomo. ANCI ricorda di aver più volte richiesto interventi finalizzati alla valorizzazione del personale impiegato nei progetti, attraverso misure di stabilizzazione, proroghe contrattuali e assegnazione delle relative risorse finanziarie. Secondo quanto comunicato dall'Associazione, tali richieste non hanno ancora ricevuto riscontri risolutivi.
La ricognizione amministrativa non costituisce quindi un provvedimento di stabilizzazione, né attribuisce automaticamente agli enti nuove facoltà assunzionali.
Eventuali interventi dovranno essere valutati alla luce della disciplina vigente sul reclutamento pubblico, delle disposizioni speciali applicabili e della sostenibilità finanziaria degli enti interessati.