Noleggio impianti sportivi tra associazioni: niente IVA solo se si mantiene l’uso istituzionale
Nella Risposta n. 36/2025 l’Agenzia delle entrate fornisce chiarimenti in merito al trattamento IVA delle prestazioni di noleggio di un impianto sportivo da parte di una SSD nei confronti di associazioni sportive dilettantistiche iscritte alla medesima Federazione. La questione si inserisce nella generale riforma fiscale del settore sportivo, in specie ai fini IVA, dove con tempistiche differite, entrerà in vigore l’esenzione per tutta una serie di attività che prima erano escluse.
In questo contesto, una SSD, che ha ricevuto la gestione di un impianto sportivo a seguito di un project financing e che vi svolge sia attività sportive che commerciali (vendita al dettaglio) noleggia ad altre ASD gli spazi. La domanda rivolta all'Agenzia delle entrate e se si possa applicare il regime di esclusione da IVA ex art. 4 c .4 del DPR 633/1972 (nel testo vigente e fino al 2026, poi vi sarà l’esenzione, v. art. 5 comma 15-quater del DL 146/2021) o l’IVA, dato che la Società svolge nell'impianto anche attività soggette a IVA, come attività di commercio al dettaglio e attività rivolte al pubblico con relativo incasso dei corrispettivi.
L’Agenzia precisa che la disposizione, nel testo attualmente applicabile esclude dal campo di applicazione dell’imposta alcune cessioni di beni e prestazioni di servizi, rese a titolo oneroso, laddove siano rispettate alcune condizioni, ovvero che le operazioni siano rese:
- da specifiche categorie di enti associativi;
- in conformità alle finalità istituzionali;
- e nei confronti di determinati soggetti, tra cui altre associazioni che svolgono la medesima attività e che per legge, regolamento o statuto fanno parte di un’unica organizzazione locale o nazionale, nonché dei rispettivi soci, associati o partecipanti e dei tesserati delle rispettive organizzazioni nazionali.
Con riguardo al primo requisito, la nota conferma che, in base a quanto espressamente sancito dall’art. 3 del DL 113/2024, l’agevolazione è applicabile anche alle SSD senza fini di lucro. Ciò in virtù dell’art. 90 comma 1 della L. 289/2002, il quale stabilisce che le disposizioni tributarie riguardanti le associazioni sportive dilettantistiche si applicano anche alle società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fini di lucro.
In merito al secondo punto, l’Agenzia riporta il contenuto speculare dell’art. 4 comma 4 del DPR 633/72 rispetto all’art. 148 comma 3 del TUIR, e così dei chiarimenti ai fini IVA resi in materia di decommercializzazione ai fini IRES per gli enti associativi. Di conseguenza, la condizione di appartenenza degli enti beneficiari a un’unica organizzazione locale o nazionale si realizza, anche ai fini IVA, quando sia la ASD o SSD senza fini di lucro prestatrice, sia la ASD o SSD destinataria della prestazione sono affiliate alla medesima Federazione sportiva (cfr. circ. Agenzia delle Entrate n. 18/2018, punto 7.8). Nel caso specifico tale condizione risulta rispettata.
Tuttavia, occorre che le prestazioni siano rese “in conformità alle finalità istituzionali” valutando se l’attività svolta costituisca il naturale completamento degli scopi specifici e particolari che caratterizzano l’ente (cfr. ancora circ. n. 18/2018, nonché ris. Agenzia delle Entrate 17 maggio 2010 n. 38). A tal proposito, l’art. 9 del D.Lgs. 36/2021 qualifica come “strumentali” le attività di gestione di impianti sportivi, tra cui è riconducibile quella di noleggio, ma non è sufficiente di per sé a ritenere che tali attività siano svolte in ogni caso in conformità alle finalità istituzionali. Occorre infatti guardare al concreto utilizzo dell’impianto noleggiato, che quindi dovrà essere impiegato per l’esercizio in via stabile e principale dell’organizzazione e gestione delle attività sportive dilettantistiche.
Di conseguenza occorre verificare la condizione anche in capo all’utilizzatore e quindi si può godere dell’esclusione “solo a condizione che l’impianto stesso continui ad essere destinato e utilizzato allo svolgimento esclusivo dell’attività sportiva, che rappresenta l’oggetto sociale dell’istante”, con una continuità di uso e destinazione tra la SSD e la ASD, ovvero tra gli enti associativi affiliati.
Si ricorda, comunque, che il citato regime di esclusione dovrebbe venire meno a partire dal 2026 in ragione di quanto disposto
Il criterio dell’utilizzo dell’impianto e del fatto che sia “destinato ed utilizzato per lo svolgimento dell’attività sportiva” è un elemento che potrebbe ricorre anche nell’interpretazione dell’art. 36 bis del D.L. 75/2023 del D.L. che (vedasi precedente news) pone alcuni seri dubbi in merito al trattamento fiscale dalla concessione in uso di impianti sportivi anche da parte di enti locali.
Evidenziamo a tal proposito la previsione, al 18 marzo, del webinar"IVA: profili nella gestione degli impianti sportivi e novità IVA 2025" nel quale si tratteranno anche questi argomenti.