Il Garante Privacy multa il Comune per la videosorveglianza: ripresa indebita di un'abitazione privata
Il Provvedimento del 23 settembre 2026 del Garante per la protezione dei dati personali ha accertato gravi irregolarità nel sistema di videosorveglianza del Comune di Arvier (Valle d'Aosta), sanzionando l'ente con una multa di 4.000 euro e imponendo una serie di misure correttive.
Il reclamo è stato avanzato da una cittadina che aveva segnalato come una telecamera comunale, installata per controllare un parcheggio pubblico e la viabilità, riprendesse anche la facciata della sua abitazione privata. Dall'istruttoria è emerso che il sistema registrava balconi, finestre e portefinestre dell'immobile.
L'Autorità ha rilevato quattro principali violazioni:
-Assenza di una base giuridica adeguata per diverse finalità dichiarate dal Comune (controllo del territorio, tutela ambientale, viabilità, patrimonio comunale, parcheggi ecc.). Secondo il Garante, le norme richiamate dall'ente (TUEL, normativa regionale e regolamento comunale) non disciplinano in modo sufficientemente preciso l'uso delle telecamere per tali scopi.
-Violazione del principio di minimizzazione dei dati, poiché la telecamera riprendeva una proprietà privata senza che ciò fosse necessario per le finalità perseguite. Solo dopo il reclamo il Comune ha attivato un sistema di "privacy masking" per oscurare l'abitazione.
-Informative carenti e poco trasparenti. Il sistema risultava segnalato da un numero insufficiente di cartelli, alcuni dei quali rimandavano a norme ormai superate. Inoltre, l'informativa online non era sempre accessibile e conteneva diverse imprecisioni.
-Valutazione d'impatto privacy (DPIA) inadeguata. Il documento predisposto dal Comune è stato ritenuto troppo generico e non idoneo a valutare realmente rischi, necessità e proporzionalità del sistema di videosorveglianza.
Oltre alla sanzione pecuniaria, il Garante ha ordinato al Comune di censire tutte le telecamere presenti sul territorio; individuare per ciascuna finalità una chiara base giuridica; evitare la ripresa di abitazioni e aree non pertinenti, anche mediante oscuramento digitale; predisporre una nuova DPIA completa; riscrivere le informative privacy di primo e secondo livello.
L'ente dovrà comunicare entro 30 giorni le iniziative adottate per adeguarsi alle prescrizioni del Garante.