ICI (IMU), per la Cassazione l’esenzione prima casa spetta anche senza la coabitazione della famiglia

Importante chiarimento della Corte di Cassazione in materia di ICI. Con le sentenze n. 23488 e n. 23489 del 18 luglio 2026, le Sezioni Unite hanno stabilito che l’esenzione per l’abitazione principale spetta al contribuente che dimora abitualmente nell’immobile, anche se il resto del nucleo familiare risiede altrove. Lo stesso principio si applica anche all'IMU.

Secondo la Suprema Corte, il requisito determinante non è la convivenza della famiglia nell’abitazione, bensì l’effettiva dimora abituale del soggetto passivo titolare del diritto di proprietà, usufrutto o altro diritto reale sull’immobile. La residenza anagrafica mantiene valore presuntivo, ma può essere superata da elementi che dimostrino la reale situazione abitativa. La decisione si inserisce nel solco tracciato dalla Corte costituzionale, che negli ultimi anni ha progressivamente superato l’automatismo tra beneficio fiscale e residenza dell’intero nucleo familiare.

Sul piano pratico, la pronuncia limita la possibilità per i Comuni di negare l’esenzione esclusivamente sulla base della diversa residenza dei coniugi o degli altri familiari. Gli enti locali dovranno comunque effettuare controlli per verificare che l’immobile sia effettivamente utilizzato come abitazione principale dal contribuente.