Attività stagionale: la TARI è dovuta se permane la disponibilità delle aree
Con sentenza depositata l’8 giugno 2026, n. 3892 la Corte di Giustizia Tributaria della Campania ha rigettato l'appello di una società titolare di un parco termale, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento TARI 2022 emesso dal Comune. La società contestava all’Ente, tra l'altro, la mancata applicazione di una riduzione tariffaria per il carattere stagionale dell'attività, aperta al pubblico solo nel periodo aprile-ottobre in forza di un decreto sindacale del 2015, e aveva comunicato annualmente al Comune le date di apertura e chiusura dello stabilimento.
La Corte, ribadito che la TARI è dovuta da chi possiede o detiene locali e aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani (ex art. 1, comma 641, legge n. 147/2013), ha ricordato che il presupposto del tributo non è l'effettiva produzione di rifiuti in ogni giorno dell'anno, ma la potenziale attitudine dei locali a produrli. La riduzione discendente dalla stagionalità dell’attività, inoltre, non opera automaticamente, ma richiede una specifica previsione regolamentare e la prova, a carico del contribuente, dei presupposti che la giustificano.
Nel caso di specie, il decreto sindacale attestava la stagionalità ordinaria dell'apertura al pubblico, ma non conteneva alcun divieto assoluto di utilizzo del compendio nei restanti mesi dell'anno. Secondo la Corte, anche nei periodi di chiusura al pubblico permangono normalmente attività di custodia, manutenzione, pulizia e preparazione della stagione successiva, che confermano la persistente disponibilità delle aree e la loro potenziale attitudine a produrre rifiuti, seppur in misura ridotta. Le comunicazioni annuali di apertura e chiusura, infine, non equivalgono a una dichiarazione TARI idonea a ottenere una riduzione o un'esclusione del tributo.
La pronuncia ricorda agli Uffici tributi che le attività stagionali, per godere di eventuali riduzioni tariffarie, non solo devono dimostrare l’effettiva non utilizzazione dei locali, ma la fattispecie deve altresì essere prevista dal regolamento comunale.